Capita molto spesso di desiderare un cambiamento ma al tempo di stesso di aver paura a metterlo in atto. Desideriamo un cambiamento nella vita, nel lavoro, nelle relazioni o nello stile di vita ma continuiamo a rimandare, a inventare scuse o restiamo in situazioni che ci fanno stare male.

Una premessa è doverosa: la resistenza al cambiamento non è mancanza di volontà ma potrebbe essere sinonimo di un conflitto interiore, difficile da vedere ed elaborare.

La prima riflessione che dobbiamo fare è che il cambiamento non è solo a livello mentale o razionale, non è solamente una decisione da prendere e mettere in atto ma coinvolge emozioni profonde, delle quali non sempre siamo consapevoli.

Nel cambiamento possono essere coinvolte:

  • Paura di sbagliare o di fare scelte sbagliate
  • Timore di deludere se stessi e gli altri
  • Incertezza riguardo al futuro
  • Perdita di abitudini confortanti…

  “Se vuoi fare un passo avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo” è una citazione di Gramellini che possiamo utilizzare come metafora del cambiamento. Secondo una prospettiva cognitivo-costruttivista, ogni persona costruisce nel tempo un proprio modo di dare senso all’esperienza: una sorta di equilibrio interno fatto di significati, aspettative, regole personali e idee su di sé e sugli altri.

Il cambiamento può mettere in discussione chi sono, come funziono e cosa aspettarmi da me e dagli altri, il mio valore…Il cambiamento ha a che fare anche con l’identità perché mette in discussione l’idea che abbiamo di noi e che gli altri hanno di noi. Cambiare può significare perdere quella coerenza interna, anche se solo temporaneamente. che tutti noi abbiamo, anche quando è fonte di sofferenza.

Non cambia solamente ciò che mettiamo in atto ma anche il modo in cui ci definiamo. Pensiamo a cambiamenti lavorativi, o di status personali.

Pensiamo ad esempio a quando lasciamo la nostra casa per una nuova avventura, quando ci allontaniamo per la prima volta, quando decidiamo di costruire una nuova famiglia. In questi casi potremmo provare un’ambivalenza costante tra il bisogno di autonomia e quello di protezione, il desiderio di crescere e la paura di separarsi, il desiderio di raggiungere nuovi obiettivi e la paura di fallire.

Un altro fattore importante implicato nel cambiamento è il controllo. Persone con un forte bisogno di controllo su di se, sull’ambiente e sugli altri hanno ancora più difficoltà con il cambiamento perché significa affidarsi all’ignoto. Restare fermi, anche nel disagio e nella fatica, può sembrare paradossalmente più rassicurante.

La resistenza al cambiamento in questo caso ha a che fare con una protezione di noi stessi, della nostra immagine, del nostro mondo

Come può venire in supporto la psicologia? Un percorso psicologico o psicoterapeutico può aiutare a comprendere cosa sta bloccando il cambiamento, perché stiamo mettendo in atto un evitamento, quali sono le emozioni che stiamo provando e quali possono essere i nostri tempi.

Un percorso di psicoterapia aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza, a integrare parti di sé che sono in conflitto, ad ampliare gli scenari e le possibilità di scelta.

Fermarsi ad ascoltare queste difficoltà può essere il primo, vero passo verso il cambiamento.

Dott.ssa Gloria Baio – Psicologa Psicoterapeuta

 

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