Con il termine overthinking facciamo riferimento ad una attività mentale caratterizzata da pensieri ripetitivi e ricorrenti spesso difficili da interrompere. Può fare riferimento al passato (ad esempio rimpianti e rimorsi), al presente (eventi o relazioni) o al futuro (preoccupazioni e previsioni) e in genere riguarda eventi, decisioni, cambiamenti,

Non è da scambiare con il pensare tanto (quindi analizzare il problema, trovare soluzioni e operare una scelta) quanto piuttosto di pensare troppo (come ci suggerisce il termine): un flusso mentale continuo che non necessariamente porta ad una soluzione. Si passa quindi da un’azione complessa che il nostro cervello compie costantemente ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza ad un’azione ripetitiva e confusiva.

 

 

 

Quando può diventare un problema? Quando interferisce con la nostra vita quotidiana e le relazioni, quando il pensare occupa gran parte del tempo e rende tanto difficile prendere decisioni. Può essere generato o presente all’interno di disturbi d’ansia, disturbi depressivi o disturbi ossessivo compulsivi.

Questo continuo pensare al problema o alla situazione può dare l’illusione di trovare la soluzione migliore per il presente, di prevenire errori nel futuro o la risoluzione di un qualcosa passato ma sostanzialmente siamo all’interno di un pensiero ripetitivo senza evoluzione.

L’overthinking presenta alcune caratteristiche come: illusione di controllo, sensazione di riduzione dell’incertezza ed evitamento delle emozioni difficili.

L’overthinking può portare a:

  • affaticamento mentale costante
  • ansia
  • difficoltà di concentrazione
  • disturbi dell’alimentazione
  • peggioramento della qualità del sonno
  • insoddisfazione
  • sensazione di non riuscire a staccare mai
  • deficit dell’attenzione

 

Questi pensieri ripetitivi possono essere un tentativo di dare un ordine e di dare un senso e significato alla propria esperienza. il pensiero diventa uno strumento per: controllare, prevedere e dare coerenza.

Non si tratta semplicemente di “smettere di pensare” ma di comprendere qual è la funzione di questo continuo pensare per noi, prendendo come prima cosa le distanze dal pensiero mettendoci come osservatori esterni.

Si può trattare ed esplorare quindi all’interno di un percorso di psicoterapia e mettendo al contempo in atto alcune azioni come rilassamento, journaling, tecniche di respirazione o grounding.

 

Dott.ssa Gloria Baio – Psicologa Psicoterapeuta

 

Fonte immagini: Pexels (maggio 2026)