Sei tornat* dalle vacanze? hai iniziato ad avere dolore sotto al piede?
Forse anche tu adesso soffri di fascite plantare!
Ma cos’è la fascite plantare? e quale importanza hanno le calzature che si indossano?
La fascite plantare, o fasciosi plantare, è una patologia infiammatoria della fascia che ricopre la muscolatura della pianta del piede, la fascia plantare.
La fascia plantare è una robusta fascia fibrosa che collega la zona mediale del calcagno con la radice delle dita del piede ed ha un ruolo importante nella trasmissione delle forze di carico sul piede.
Il sintomo maggiore è un dolore acuto nella parte posteriore del piede, sotto al calcagno, che si può irradiare a ventaglio lungo tutta la fascia plantare (dal tallone alle dita dei piedi). Il dolore può manifestarsi come una “fitta”, molto intensa e di breve durata, oppure di più lieve entità ma più prolungata nel tempo.
Spesso il dolore si presenta in modo più severo al mattino, appena scesi dal letto oppure dopo lunghe pause in cui si resta immobili e tende a ridursi o persino scomparire a una dolce e progressiva mobilizzazione per poi ricomparire dopo uno sforzo, che può essere rappresentato da una corsa, lunghe passeggiate o semplicemente al termine della giornata.
Si stima che tra il 4% e il 7% della popolazione sia affetto da un dolore al tallone (tallonite), e, tra questi, circa l’80% sono dovuti alla fascite plantare. Circa il 10% delle persone sono destinate a soffrire di dolore da fascite plantare durante il corso della propria vita. L’età di insorgenza dei sintomi è solitamente compresa tra i 30 e i 60 anni di età.
Ci sono molteplici fattori che sono in grado di contribuire all’insorgenza di questa patologia, uno principale è portare calzature inadeguate o in estate indossare le infradito (leggi il nostro articolo dedicato).
L’utilizzo di scarpe troppo larghe o troppo strette, eccessivamente morbide o rigide, senza sostegno del mesopiede e del tallone, può condurre ad un’eccessiva sollecitazione della fascia plantare, ad un eccesso di lavoro della fascia plantare durante la camminata e al mantenimento delle dita a griffe. I tacchi alti, inoltre, favoriscono l’accorciamento del tendine d’Achille e alterano la fisiologica distribuzione dei carichi sui piedi.
Spesso nel nostro studio al ritorno dalle vacanze estive ci troviamo molti pazienti con un dolore sotto il piede: ecco spiegato il motivo!
Altri fattori di rischio possono essere:
– il piede piatto o cavo: avere un piede piatto o cavo altera l’equilibrio delle forze fisiologiche che agiscono durante il cammino. Questo può accentuare le sollecitazioni sull’aponeurosi plantare.
– sovrappeso e obesità: l’aumento del peso corporeo incrementa le sollecitazioni sulla fascia plantare.
– sovraccarico funzionale: eseguire un’attività fisica troppo intensa, sproporzionata o eccessiva rispetto al carico di allenamento abituale costituisce un importante fattore di rischio.
– muscoli della gamba deboli: se i muscoli degli arti inferiori lavorano poco e male, il legamento arcuato sarà maggiormente sollecitato!
Quali sono i nostri consigli?
Alcuni semplici provvedimenti possono essere adottati in autonomia e fornire un significativo sollievo dai sintomi.
1. Riposo: evitare per qualche giorno di sottoporsi ad attività fisica intensa, riduce l’infiammazione locale e il dolore.
2. Crioterapia: l’applicazione di ghiaccio localmente è utile nei periodi di riacutizzazione.
3. Indossare calzature adeguate: l’utilizzo di una scarpa idonea, consente di ridurre lo stress sulla fascia plantare e minimizza le probabilità di riacutizzazioni della patologia. In particolare, è opportuno evitare scarpe dalla suola troppo bassa o con tacchi troppo alti. Eventualmente può essere utile utilizzare un plantare, meglio su misura.
Qual è la terapia/trattamento?
Il medico, dopo aver diagnosticato la fascite plantare tramite visita, RX, Eco e/o Risonanza, può decidere in prima battuta un trattamento conservativo che consiste in una terapia farmacologica (farmaci anti-infiammatori e anti-dolorifici), esercizi di stretching e posturali, utilizzo di terapie fisiche come la Tecarterapia, utilizzo del kinesiotaping, utilizzo di plantari e/o tutori notturni.
Si aggiunge al trattamento conservativo il trattamento osteopatico che si concentra sul ripristino dell’equilibrio meccanico del piede e dell’intero arto inferiore, andando ad agire non solo sul sintomo (dolore alla fascia plantare), ma anche sulla causa che ha portato all’infiammazione. L’osteopatia utilizza tecniche manipolative, esercizi di stretching e riabilitazione per ridurre la tensione, migliorare la mobilità e promuovere la guarigione. Grazie alle manipolazioni dolci e non invasive tipiche del trattamento osteopatico, l’osteopata potrà andare a rintracciare la causa della disfunzione e lavorare sui diversi distretti, per aiutare la naturale e fisiologica autoguarigione a cui tende il nostro corpo. In genere, l’osteopata comincia a trattare la muscolatura del piede per ridurre il dolore. Il trattamento osteopatico prosegue lavorando sulla caviglia, sul ginocchio, sul bacino, sulla colonna vertebrale, in base alla causa dell’infiammazione.
Il trattamento conservativo della fascite plantare ha una percentuale di successo superiore all’80%. I casi refrattari, soprattutto cronici, possono essere suscettibili di trattamento chirurgico ortopedico.
E tu sei tornat* dalle vacanze e hai dolore al piede?
Hai portato calzature non idonee?
Ti hanno diagnosticato la fascite plantare?
Fissa il tuo primo trattamento con la nostra osteopata-massoterapista, ti aspettiamo in studio!
Dott.ssa Meroni – Osteopata DO MROI, MCB, Terapista Occupazionale