La fibromialgia o sindrome fibromialgica è un disturbo caratterizzato da dolore muscoloscheletrico cronico diffuso a tutto il corpo e spesso associato ad altre presentazioni quali: stanchezza, sonno non ristoratore, disturbi cognitivi (fibrofog), depressione e ansia. Inoltre, i pazienti con fibromialgia hanno spesso una storia personale e familiare di dolori e disturbi viscerali come ad esempio sindrome dell’intestino irritabile, cistite interstiziale, dolore pelvico, vulvodinia, emicrania o cefalea di tipo tensivo e disordini temporomandibolari.
Nei pazienti con fibromialgia ci sono evidenze della presenza di un disordine nell’elaborazione sensoriale, che si manifesta, nello specifico, con allodinia diffusa (dolore suscitato da uno stimolo innocuo che di solito non è doloroso) e iperalgesia (dolore esagerato suscitato da uno stimolo nocivo).
L’eziologia e la fisiopatologia della fibromialgia non sono completamente spiegate. Una delle teorie più accreditate riguarda l’aspetto genetico: l’ipotesi di base è la presenza di polimorfismi nei geni che coinvolgono la trasmissione del dolore, i neurotrasmettitori e le vie di risposta allo stress. Oltre ai fattori genetici, nello sviluppo della fibromialgia entrano in gioco anche fattori psicologici ed emotivi, i quali richiedono l’intervento di più specialisti della salute; per questo motivo, al fine di ottenere i benefici maggiori, il trattamento dovrà prevedere un approccio multidisciplinare.
La diagnosi di fibromialgia è difficile perché si basa esclusivamente sui sintomi riportati dal paziente. L’esame obiettivo, i risultati di laboratorio e gli esami di imaging non rilevano segni di infiammazione o degenerazione articolare, ossea o dei tessuti molli. I pazienti possono presentare punti dolenti (trigger point) su specifici muscoli (trapezio, massetere e temporale, splenio della testa, grande pettorale e grande gluteo) e la presenza di dolore muscolare diffuso da almeno 3 mesi.
Il dolore solitamente viene esacerbato dall’attività fisica e alcuni pazienti riportano peggioramenti con i cambiamenti del meteo oppure rigidità mattutina o in seguito a periodi di immobilità prolungata o al termine di un’attività.
Il clinico deve essere in grado di identificare i sintomi della fibromialgia facendo un’attenta diagnosi differenziale e tenendo bene a mente le possibili comorbidità e la relazione che la fibromialgia può avere con determinate patologie reumatiche (es. artrite, lupus, spondilite anchilosante).
Il trattamento si basa principalmente sui cambiamenti dello stile di vita, sull’esercizio fisico, sulle tecniche di rilassamento, sulla terapia cognitivo-comportamentale e su trattamenti osteopatici, in combinazione alla terapia farmacologica con antidepressivi e anticonvulsivanti. Tale gestione ruota principalmente attorno al miglioramento della qualità della vita piuttosto che all’abolizione completa del dolore.
Qual è l’approccio OSTEOPATICO?
L’osteopatia può aiutare il paziente affetto da fibromialgia sia con un trattamento osteopatico mirato classico sia andando a lavorare sullo sblocco del drenaggio linfatico e del diaframma toracico, sul trattamento fasciale dei vari distretti corporei e sul trattamento cranio-sacrale. Inoltre lavora sui trigger point elencati precedentemente. I trattamenti su più sistemi mirano a migliorare il dolore ma anche ad agire sul sistema parasimpatico e ortosimpatico per avere un effetto efficace su ansia e stress (aspetto psico-emotivo).
Il trattamento osteopatico classico quindi si basa su:

Ghiandole surreni
- Decompressione Sincondrosi Sfeno Basilare
- Decompressione sacro tra le iliache
- Trattamento delle disfunzioni vertebrali
- Regolazione del diaframma toracico
- Normalizzazione delle coste K11 e K12 e della cerniera dorso-lombare
- Stimolazione delle ghiandole surrenali
- Compressione del IV ventricolo
Lo sblocco del drenaggio linfatico prevede:
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Sblocco linfatico sterno
Fascia cervicale profonda
- Sblocco linfatico dello sterno
- Sblocco del dotto toracico
- Liberazione del diaframma cranico e delle fasce craniche superficiali
- Grande manovra addominale
- Detensione della catena fasciale crociata e della regione inguinale
- Relazione pavimento pelvico-cupola diaframmatica
Il trattamento fasciale dei vari distretti corporei prevede:
- Fasce dell’arto superiore

Fasce arto superiore
- Membrana interossea dell’avambraccio
- Fasce carpali
- Fasce dell’arto inferiore
- Trattamento fasciale del quadricipite
- Trattamento del tibiale posteriore e della fascia lata
- Fascia toracolombare: porzione lombare, glutea e trasversa
- Fasce dei muscoli lunghi del rachide
- Fasce della regione mandibolare
- Trattamento del pavimento della bocca
Ovviamente i trattamenti descritti vengono selezionati ed eseguiti di seduta in seduta in base ai sintomi del paziente e alla “reazione” post trattamento della singola persona.
Se anche tu soffri di fibromialgia la nostra osteopata è pronta a collaborare con te per gestire il dolore muscolare e psico-emotivo.
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Dott.ssa Meroni – Osteopata DO MROI, Massoterapista MCB, TO
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