Il mese di marzo è dedicato alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. In questo periodo si celebra anche la Giornata del Fiocchetto Lilla, un momento importante per aumentare la consapevolezza su tematiche che riguardano moltissime persone, spesso in silenzio. Parlare di alimentazione, però, non significa soltanto discutere di calorie, diete o nutrienti: significa anche riflettere sul rapporto emotivo e mentale che ognuno di noi costruisce con il cibo nel corso della propria vita.

Il dialogo interiore
Il modo in cui pensiamo al cibo, l’insieme di frasi che rivolgiamo a noi stessi per come abbiamo mangiato, e le emozioni che associamo all’alimentazione hanno un impatto profondo sul nostro benessere.
Molte persone si accorgono di avere pensieri molto severi e regole rigide riguardo la propria alimentazione: “Ho esagerato”, “Non avrei dovuto mangiare questa cosa”, “Domani devo compensare”… Questo tipo di linguaggio interno può trasformare il momento del pasto in un’esperienza carica di giudizio e senso di colpa.
Allenarsi a riconoscere questi pensieri quando si presentano è già un buon primo passo per migliorare il proprio dialogo interiore, così come è utile cercare di sostituirli con un approccio più equilibrato. Ad esempio, invece di pensare “Ho mangiato male”, si può provare a dirsi: “Ho fatto una scelta che mi ha dato piacere in questo momento”. Questo semplice cambio di prospettiva aiuta a ridurre il senso di colpa e favorisce una relazione più serena con il cibo.
La flessibilità nei confronti del cibo
Coltivare un rapporto sereno con il cibo significa imparare a nutrire non solo il corpo, ma anche il proprio benessere emotivo.
In una relazione equilibrata con il cibo non esistono alimenti “buoni” o “cattivi”, ma scelte che possono variare in base alle situazioni: ad esempio, mangiare una fetta di torta durante una festa di compleanno può fare parte di un’alimentazione sana tanto quanto scegliere un pasto più bilanciato e nutriente durante la settimana. Ricorda: la qualità e l’equilibrio di una dieta si valuta nel tempo, non sulla base del singolo pasto.
Prendersi cura del proprio rapporto con il cibo significa imparare a coltivare un atteggiamento più gentile, consapevole e rispettoso verso se stessi. Il mese di sensibilizzazione sui disturbi alimentari ci ricorda quanto sia importante parlare di questi temi e promuovere una cultura dell’alimentazione più umana e meno giudicante.
Dott.ssa Francesca Bordina – Biologa Nutrizionista
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